Nato nel 1980, Daniele, ha sempre mostrato interesse per la creatività attraverso diversi canali, quali la scrittura, il disegno, la pittura e, dal 2009 dedicandosi principalmente alla fotografia.
Ritiene che le foto siano in realtà un semplice ed immediato mezzo di comunicazione, che abbraccia facilmente chiunque, un qualcosa che arriva diretto a chi guarda, al contrario magari di uno scritto o un dipinto Cresciuto in Versilia, la costa nord della Toscana, ha negli anni avuto modo di apprezzare diversi tipi di ambiente e di natura, essendo questo un posto variegato, che permette rapidamente di passare dalle alte vette alle calde spiagge.
Il suo interesse per la natura lo accompagna da sempre. E' l'ambiente in cui si sente meglio, più informale, a contatto con le cose più autentiche, fuori dagli stress cittadini; amante dei grandi spazi e del tempo libero, che definisce come spesso sottolinea, "l'unica cosa preziosa della vita".
Grazie al tempo infatti, riconquistando i propri ritmi, la vita può essere gustata in quei particolari che altrimenti, con la frenesia della vita moderna si finisce per non notare.

LO STILE

" Direi che uso la fotografia come un prolungamento del senso pittorico che si può dare a un'immagine.
Cerco solo di far capire un po' come la mia sensibilità vede ciò che sto guardando, quindi non scatto qualcosa che ritengo bello ma, al contrario, cerco di tirare fuori la bellezza di ciò che cattura la mia attenzione; da qui lo stile che caratterizza i miei lavori: quasi un "ulteriore focus" che dona un primo piano a ciò che vedo.. Quando la gente apprezza ciò che faccio e mi esprime pareri, magari chiedendo i miei lavori, per me è una doppia soddisfazione, perché sembra che con i miei scatti essi apprezzino anche il modo che ho, di vedere ciò che mi circonda.."
In questo si può racchiudere il suo modo facilmente riconoscibile di fotografare, caratterizzato dall'esprimere emozioni, più che immagini. Una sorta di approccio concettuale anziché soltanto visivo.
Il suo modo di accostarsi alla fotografia non è per niente descrittivo, ma piuttosto un legame empatico - emozionale delle immagini riprodotte.
Spesso nei suoi lavori, i soggetti sono immersi nel silenzio più assoluto, dimostrato in un minimalismo degli spazi in cui il soggetto emerge come in un focus d'attenzione.
Grandi spazi, soli, silenziosi..come a voler catturare un istante dilatandolo, piegandolo fino a forgiarlo in un concetto.
Spesso un particolare scattato da vicino è tutto ciò che gli serve per descrivere ciò che sta pensando.
Come se quel particolare, fosse una forma completa, un equilibrio tra un concetto ed un immagine.

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